Dopo gli attentati a Parigi continua ad allungarsi la lista di quei piccoli eroi che con gesti coraggiosi hanno salvato la vita ad altri innocenti, spesso sacrificando la propria. Una delle storie più toccanti che nelle ultime ore sta facendo il giro del web ha come protagonista Houda Saadi, una giovane donna che quella sera stava festeggiando il suo trentacinquesimo compleanno al ristorante caffetteria “La Belle Equipe“.

Una serata che doveva essere tranquilla quando invece, improvvisamente, alcuni uomini armati con giubbotti antiproiettile hanno fatto irruzione nel locale con l’intento di uccidere più persone possibili. Il ristorante in breve è diventato un vero e proprio campo di battaglia, così come ha raccontato al “Daily Mail” Romain Ranouil, cameriere del vicino locale “Le Petit Baiona”:

“In un primo momento pensavo che fosse crollato il ponteggio perché ho sentito un suono molto metallico. Poi ho visto la gente accasciata sui tavoli, morta. I feriti gravi sono stati fatti sdraiare sul marciapiede di fronte al ristorante, e anche all’interno. Conoscevo molti di loro”.

Mentre si consumava la carneficina Ludovic Boumbas, un autista quarantenne di origine congolese che era a “La Belle Equipe” con degli amici, ha intercettato in tempo la traiettoria di un proiettile che stava per colpire Houda. A quel punto l’uomo ha voluto proteggerla con il suo corpo, sacrificando la sua vita pur di metterla in salvo. Ludo è, così, morto da eroe mentre la donna, dopo essere finita in ospedale, è sopravvissuta. Un gesto encomiabile quello del ragazzo che, in quegli attimi di terrore puro ,ha deciso di sacrificarsi per salvare un’altra vita. Adesso gli amici non possono che ricordarlo con parole di grande stima e affetto:

“Amava viaggiare per il mondo e, soprattutto, amava la gente. Era un buono“.