E’ morto domenica sera, all’età di 94 anni, Luigi Lucchini (foto by InfoPhoto), uno degli imprenditori che hanno segnato la storia dell’Italia, soprattutto quella del secondo dopoguerra. Decano della siderurgia, ha dato molto per la ricostruzione del paese, portando il suo gruppo ai vertici economici europei e mondiali. Nato il 21 gennaio 1919 a Casto, in provincia di Brescia, era figlio di un artigiano che lavorava il ferr.

Ha iniziato la sua attività nell’officina del padre in Val Sabbia; poi via via la sua attività si è ingrandita, inserendo prima un laminatoio per la produzione di tondo per cemento armato, poi il passaggio dalla dimensione artigianale a quella industriale. Il boom arriva negli anni Settanta e Ottanta. Nel 1975 venne nominato Cavaliere del Lavoro, prima del suo ingresso nel Cda di Banca Commerciale Italiana, Montedison, Assicurazioni Generali, Abi, Eridania Bèghin Say, Mediobanca, Olivetti e Gemina. Fu anche presidente della Associazione industriale bresciana (1978-83) e presidente di Confindustria (1984-88).

Il presidente di oggi di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo ha ricordato così: “Con la scomparsa di Luigi Lucchini, l’industria e la finanza italiana perdono una delle figure più rappresentative, uno di quei figli del Dopoguerra che con determinazione e modestia hanno ricostruito e rifatto grande il nostro Paese”.