Dal 10 aprile al 13 luglio 2014 l’arte del Rinascimento torna protagonista a Palazzo Reale con la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli”, la più grande retrospettiva mai dedicata a uno dei protagonisti dell’arte del Cinquecento in Lombardia.

Curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con l’allestimento di Piero Lissoni, l’evento è inserito nel programma di iniziative ‘Primavera di Milano‘ e organizzato in collaborazione con l’Università degli studi di Milano, la Pinacoteca ambrosiana, Palazzo Marino e la Soprintendenza milanese per i beni storici, artistici ed etnoantropologici.

La mostra fa parte del nucleo centrale dei progetti espositivi su cui abbiamo costruito la ‘Primavera di Milano’, il palinsesto di eventi culturali dedicato alla nostra città, alla centralità che ha sempre avuto nella storia culturale del mondo intero, e ai suoi artisti che hanno trovato proprio a Milano la terra fertile per lo sviluppo della loro creatività – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Un omaggio dovuto a una grande figura della storia dell’arte milanese e italiana che ha contribuito con il proprio lavoro e la propria personalità a costruire l’identità di Milano”.

Ospitata nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale e nella sala delle Cariatidi, la mostra racconta dunque l’intero percorso dell’artista, dalle ricerche giovanili ai quadri della maturità, con un occhio costante, da un lato al lavoro dei suoi contemporanei (come Bramantino e Lorenzo Lotto) e dall’altro alla traiettoria artistica dei suoi figli, e in particolare del più piccolo, Aurelio.

Grazie alla selezione di circa 200 opere, per lo più provenienti da raccolte milanesi, ma anche intergrate da  significativi prestiti europei e americani, un  intero secolo di arte lombarda va dunque in scena a Palazzo Reale, attraverso tele, tavole, disegni, affreschi staccati, arazzi, sculture in legno e in marmo, codici miniati e volumi a stampa. Nelle varie sezioni della mostra sarà inoltre possibile compiere una visita ‘virtuale’ ai luoghi che ospitano le opere inamovibili di Bernardino Luini, allo scopo di offrire un quadro il più completo possibile del lavoro dell’artista, un mestiere fatto di regole ben precise, ed estendendo i confini del percorso espositivo ben al di là delle mura del Palazzo. “La mostra intende dare atto della concretezza dell’agire dell’artista, dentro le pratiche di bottega: un modo di procedere ben diverso dalle mitologie romantiche”, affermano i curatori.