Ha avuto giusto il tempo di festeggiare 90 anni di vita, prima di sparire. Per sempre o no, questo ancora non è lecito saperlo, ma dall’1 agosto L’Unità, il quotidiano fondato il 12 febbraio 1924 da Antonio Gramsci, non sarà più in edicola. Si chiude, dunque, una lunga storia di amore e giornalismo, politica e cronaca, editori e giornalisti. L’Unità, pur non essendo un organo ufficiale di partito (l’organo del Partito Democratico è infatti Europa), ha un legame molto forte con la sinistra italiana e il Pd in particolare, titolare di alcune quote di capitale della società editoriale. Il giornale, nella sua storia, è stato organo di partito dal 1924 al 1991, quando ha cavalcato le iniziative politiche del Partito Comunista Italiano e poi di PDS e DS.

Il giornale ha sempre dato spazio a posizioni e ad esponenti e partiti della sinistra, della CGIL e, negli ultimi tempi, anche della CISL. Nel suo passato, ha ospitato le idee politiche di giornalisti di spessore quali Fulvio Abbate, Oliviero Beha, Nando Dalla Chiesa e letterati e scienziati come Margherita Hack, Pier Paolo Pasolini, Antonio Tabucchi. E ancora Marco Travaglio Gianni Vattimo: L’Unità, ci mancherai.

L’Unità chiude: le reazioni sul web

L’Unità compie 90 anni: da Gramsci a Veltroni, ecco la storia della celebre testata