Il pressing della maggioranza e delle opposizioni per le dimissioni di Maurizio Lupi, a seguito dello scandalo sul giro di tangenti sulle grandi opere, ha dato i suoi frutti. L’ormai ex Ministro delle Infrastrutture, dopo aver annunciato ieri sera a Porta a Porta le sue dimissioni imminenti, oggi ha lasciato il suo incarico nel Governo Renzi.

Lupi, nel suo intervento alla Camera, ci ha tenuto a precisare che non ha alcun bisogno di difendersi perché non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. L’ex Ministro sottolinea che le sue dimissioni sono un atto di responsabilità politica, non giudiziaria:

Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica nella guida del nostro Paese. Mi ritengo obbligato a non far cancellare in 3 giorni tutto ciò che ho fatto in questi 22 mesi. Per due volte sono stato vice presidente di questa Aula, e questo è il luogo dove compiere il gesto che mi accingo a fare. Quindi sono pronto a rispondere di ciò che ho fatto in questi 22 mesi da quando ho giurato per la prima volta da ministro, ha dichiarato Lupi.

Lupi afferma di aver riconfermato Incalza, uno degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze, solo per garantire continuità amministrativa alla struttura tecnica di missione.

Per quanto riguarda i favori ottenuti per il figlio Luca, Lupi afferma di aver fatto quello che avrebbe fatto qualunque padre:

Non si può rinunciare ad essere padre o marito. Si può invece rinunciare ad una poltrona, per quanto prestigiosa. Ho dato le mie dimissioni a 72 ore dai fatti non a 72 giorni. Lascio il governo a testa alta e continuerò a fare il mio dovere come è giusto farlo in Parlamento. So che il tempo sarà galantuomo.

Il discorso di Lupi alla Camera è stato accolto da un’aula semi-deserta. Ora si pensa già al suo successore. Stando alle prime indiscrezioni, in pole position per il ruolo ci sarebbero Luca Lotti, Graziano Delrio e Gianpiero Cantone. Per non deludere NCD, scombinando la maggioranza, Renzi potrebbe anche decidere di dividere il Ministero in due: da una parte le Infrastrutture e dall’altra i Trasporti, assegnando a un esponente del Nuovo Centrodestra uno dei due ruoli.