Buone notizie per gli animalisti. I lupi sono salvi e non verranno abbattuti, almeno per ora. Le Regioni, infatti, stanno cercando una soluzione condivisa. A difendere i lupi c’è in prima linea il governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Siamo contro l’abbattimento, diremo sì solo se si rinuncerà a questa strategia. Il nostro lavoro deve essere quello di tutelare l’habitat senza il bisogno dell’intervento umano, introducendo elementi di naturale equilibrio” ha dichiarato.

I lupi attaccano il bestiame

Ad essere d’accordo con la proposta del governatore della Puglia anche Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. “Bisogna puntare sulla prevenzione del danno e non sulle uccisioni. Come proteggere gli allevatori? Si dovrebbero dotare di misure di sicurezza e protezione dei loro capi in cambio di rimborsi ed aiuti”, questa la proposta del responsabile sauna selvatica dell’Enpa. In Val d’Orcia, ad esempio, una decina di pecore sono state azzannate alla gola e altre si sono disperse: “Non torneranno più, la situazione qui è drammatica. Siamo soli e indifesi. Bisogna limitare la presenza di lupi, canidi e ibridi nelle campagne” è l’appello disperato del titolare dell’allevamento vittima di questo attacco che ha mandato all’aria la produzione di pecorino.

I lupi sono 2.000

I lupi sarebbero tra 1.500 e 2.000 secondo le stime del Ministero; 300 sarebbero quelli abbattuti dai bracconieri. L’obiettivo, adesso, è quello di non abbattere i lupi ma di facilitare la convivenza tra bestiame e branchi ad esempio con l’utilizzo di cani-pastore, rifugi e recinti elettrificati.