Rievoca in modo originale il mondo del circo la nuova collezione M Missoni P/E 2015; un mondo capace di far ridere e sognare, allegro e divertente.

Volendo individuare un’epoca precisa del circo, si potrebbero rievocare gli anni quaranta, per tante ragioni, per una certa divertita innocenza, per i suoi personaggi, i costumi, gli attrezzi.

Una collezione, senza eccessi ma non scontata, che dà una nuova interpretazione all’universo circense con un senso di libertà, nelle fogge in primo luogo, poi­ nelle gonne che non arrivano mai al ginocchio o nei pantaloni che sono ampi e non giungono alla caviglia.

C’è un minimo di “ritorno all’ordine” nei richiami agli anni quaranta­ nelle conformazioni del beachwear, negli short, non troppo corti, per non scoprire troppo, pur lasciando le gambe libere, scostati dal corpo, nelle svasature di abiti e gonne, nei colletti bon ton, un po’ appuntiti, talora candidi e severi in contrasto con il caleidoscopio di cromie e fantasie che muovono il capo, talora invece animati e resi speciali da piccoli-grandi segni che fanno divertire.

Del circo c’è, soprattutto, l’immaginario. le perline dei costumi delle trapeziste negli jacquard diventano puntinature che disegnano vere e proprie costellazioni spruzzate sui capi. poi ‘è il collo alla pierrot che può ridursi a volant e finisce la scollatura tonda, oppure conserva le sue dimensioni e si trasforma in una sorta di cappa che completa gli abiti. Ancora­ gli smerli delle giacche da domatore possono diventare un po’ tutto­ spesso percorrono a contrasto o tono su tono giacche ed abiti, così che costruzione e decorazione, grafia e struttura paiono coincidere. mentre il fiocco del clown “fa la differenza” su abiti e tute.

Ed è un gioco accattivante scorgere un turbinio di domatori, trapezisti, pedane per animali, birilli, palline, stelline che danno vita a stampe quasi surreali su duchesse, crêpe, popeline di cotone stretch, magari su capi spalla, o magari su “foulard” incorporati nei top, nelle maglie proporzionate al corpo e in quelle over. le stesse stampe fantasmagoriche tornano nei caftani e nelle t-shirt. uguali rimandi, tecniche differenti­ in primo luogo le lavorazioni della maglia, i jersey ad effetto ricamo e gli jacquard, tutti tra micro e macro, tra lievità e tridimensionalità.

Ovviamente caleidoscopica la palette dei colori, che va dal rosa fino al verde, al rosa al fucsia, al viola, al verde acido, all’arancio e l’ottanio che convivono ed esplodono nei look. Diversi anche i capi in lurex, oppure solcati in orizzontale da file di simil-perline, quelle delle trapeziste, quasi a raccordare i filati diversi accostati l’uno all’altro, spesso a onda, di pesi e colori differenti. Righe coloratissime, ampie o sottili percorrono in verticale abiti e tute. In rilievo, si notano disegnature iper-grafiche degli attrezzi da circo. Chicca della linea sono i motivi a fondo di abiti e gonne i birilli si spaccano in due e diventano puro divertissement grafico.