La collezione Autunno/Inverno 2015 2016 di M Missoni interpreta il mood the “techno-girl from shanghai”,  raccontando una donna che ama i bagliori metallici e il fascino che questi bagliori suggeriscono percorrendo per intero i look M Missoni.

Il  tratto determinante della nuova collezione rimanda ad un mondo lontano, la Cina, quella della città proibita, ma anche quella di decenni più vicini a noi, più attuale.

Un preciso rigore geometrico definisce le forme. Non mancano la leggerezza e la fluidità nei capi ma prevale la ricerca di severità nel “segnare” letteralmente le linee dei capi con profili, orli, bordure, nastri in totale evidenza e in contrasto materico e cromatico, con marcate intenzioni grafiche; è un leit-motiv che vale in assoluto¬ dai capi-spalla diritti ed asciutti, ai “sopra” che ricordano le casacche alla mao e si allacciano al lato del collo, come i “chipao”, sino alle bluse ultralight in raso con una cucitura che le attraversa in orizzontale e fa partire l’ampiezza verso il fondo.

Per quanto riguarda le lunghezze non ci sono diktat: gli shorts si alternano ai bermuda aperti a trapezio e ai pantaloni affusolati fermi alla caviglia. Allo stesso modo le gonne possono essere mini oppure al ginocchio con qualche cenno di asimmetria.

File rouge di tutta la linea è un’evidente tridimensionalità, un effetto che permea le abituali definizioni della maglieria, spesso con andamenti a onda o degradé.Poi si scoprono nuovi blend materici tra cui lane armaturate, jersey, raso, neoprene, velluto, mescolate l’uno con l’altro.

I colori sono caleidoscopici, preziosi e caldi come quelli degli arazzi dei saloni della città proibita o come quelli dei costumi degli attori dell’opera di pechino, si va dal rosso e dal giallo imperiali al verde giada, dal blu elettrico al fucsia della peonia, dall’arancio che si attenua nel pesca al marrone bronzeo, dal prugna ad una sfumatura di viola più accesa.

Si consolida la propensione alle trasparenze, ottenute con filati leggeri, giocate poi con carature di maglieria più coprenti, ottenendo effetti iperfemminili. Diversi i rimandi a motivi senza tempo, per esempio alle maschere del teatro tradizionale, che si proiettano nel ventunesimo secolo, sino quasi a diventare astratti.

I piumini hanno il collo a giubba da guerriero, sono ipercolorati in esterno, oppure one-tone, ma con la fodera in technicolor. Il completo-pajamas è color cipria, profilato in gros nero oppure in oro il jersey. Le lucentezze che si vedono e non si vedono sono il plus dei capi punteggiati per intero dai nottolini. Per concludere¬ il pizzo accoppiato al neoprene e “incorniciato” nero su nero nell’abito e nella gonna sembra un quadro, o una cortina di quelle che celavano alla vista le stanze più segrete del palazzo.