Le indagini sulle presunte firme false a sostegno della lista che il M5S presentò per le elezioni comunali di Palermo del 2012 potrebbero essere ad una svolta. A quanto pare la Procura avrebbe iscritto nel registro degli indagati almeno otto persone, tutte accusate di falso. In base alla ricostruzione degli inquirenti, la notte del 3 aprile 2012 i grillini, dopo essersi resi conto che vi fosse un errore materiale sul luogo di nascita di un candidato, avrebbero proceduto con la ricopiatura delle firme. L’indagine sarebbe poi partita dall’incrocio delle dichiarazioni di tre testimoni (che poi sarebbero diventati indagati) con quella di un super teste e con il disconoscimento delle firme da parte di coloro che avevano appoggiato la lista. I tre testimoni sono la deputata regionale Claudia La Rocca e due attivisti mentre il super teste sarebbe Vincenzo Pintagro.

La deputata della Regione Sicilia La Rocca avrebbe ampiamente collaborato alle indagini e in queste ore avrebbe anche maturato la decisione di autosospendersi, anche se al momento non sembra esserci stato un atto ufficiale. La donna avrebbe fatto una serie di nomi di persone che avrebbero materialmente ricopiato le firme. E tutti i nomi fatti, pare, sarebbero quelli di deputati eletti in parlamento (tutti tranne uno).

Il giallo che però sta montando in queste ore riguarda il leader del M5S, Beppe Grillo. Molti si starebbero infatti chiedendo se Grillo fosse stato informato o meno delle intenzioni di Claudia La Rocca di parlare con gli inquirenti. La Rocca avrebbe dichiarato di aver informato telefonicamente Grillo prima di parlare con i pubblici ministeri mentre Grillo avrebbe negato tale affermazione.

L’inchiesta sulle firme false delle liste del M5S è andata avanti soprattutto per un motivo. Secondo gli inquirenti, nonostante dai nomi di quelle liste non sia poi stato eletto nessun consigliere comunale a Palermo, una serie di persone avrebbero comunque giovato dall’atto su cui sarebbero state falsificate le firme. In che modo? Potendosi candidare alle elezioni regionali e a quelle politiche e ottenendo quindi la possibilità di finire alla Camera dei deputati oppure al Senato.