Il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo ha reso noto il nuovo codice di comportamento a cui i grillini coinvolti in vicende giudiziarie dovranno scrupolosamente attenersi. Affinché il codice possa entrare in vigore (se così si può dire), però, dovrà essere votato dai grillini stessi.

Fra le principali novità del nuovo codice di comportamento per i pentastellati indagati, Beppe Grillo non prevede più sanzioni automatiche in caso di avviso di garanzia per indagini in corso ma in compenso le regole dovranno essere rispettate anche dagli assessori che pur non essendo iscritti al Movimento Cinque Stelle sono guidati da un sindaco che ne fa parte. Nel caso in cui si subisca una condanna penale per fatto commesso con dolo, invece, diventerà impossibile mantenere una carica elettiva.

Queste, nel dettaglio, le novità introdotte dal nuovo codice di comportamento reso noto da Beppe Grillo:

  • principi ispiratori –  la condotta, da parte dei portavoce eletti, deve essere ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi.  I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore: nell’adempimento di tale dovere, ogni portavoce tiene comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. I portavoce si astengono da comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del Movimento Cinque Stelle.
  • Rapporti con eventuali procedimenti penali - Il Garante del Movimento Cinque Stelle, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del M5s, compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del Movimento Cinque Stelle nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.
  • Autosospensione - In qualsiasi fase del procedimento penale, il portavoce può decidere, a tutela dell’immagine del Movimento Cinque Stelle, di autosospendersi dal Movimento senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità.
  • Presunzione di gravità - Il Garante del Movimento Cinque Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del Movimento, valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale (seguono casi in cui la gravità dei fatti viene giudicata più o meno rilevante).
  • Dovere di informazione - I portavoce, quando ne hanno notizia, hanno l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato.
  • Amministratori – sono tutti chiamati a far rispettare il codice alle proprie giunte.