È stata una mattinata davvero densa di tensione quella appena trascorsa dal Consiglio della Regione Campania. La giornata è iniziata con i membri del M5S che hanno occupato l’aula del Consiglio , chiedendo a gran voce che il presidente regionale Vincenzo De Luca si dimettesse. Il Consiglio si era riunito in realtà per votare la nuova legge sul ciclo delle acque e per ascoltare le comunicazioni che De Luca aveva da fare in merito all’inchiesta della Procura di Roma che riguarda De Luca stesso, il suo ex braccio destro Nello Mastursi, il funzionario del Santobono Guglielmo Manna e sua moglie Anna Scognamiglio, giudice del collegio che nel mese di luglio scorso ha proceduto nella sospensione degli effetti della legge Severino su Vincenzo De Luca.

Il culmine della mattina di tensioni si è avuto soprattutto quando la presidentessa del Consiglio regionale campano, Rosa D’Amelio sarebbe stata aggredita dalla consigliera del M5S Maria Muscarà, che le avrebbe strappato di mano i fogli con la legge di cui si stava parlando (ossia quella sul ciclo delle acque, che era stata appena approvata in Consiglio). A seguito dell’aggressione, la D’Amelio avrebbe riportato un malore che avrebbe costretto i presenti a chiamare il 118 per i soccorsi medici. La D’Amelio è stata quindi trasportata in ospedale per accertamenti.

Alle 12:40 la seduta, in precedenza sospesa, è stata fatta ripartire ma i sette consiglieri regionali del M5S hanno continuato ad occupare i banchi della presidenza, perseguendo nel loro intento di disturbo affinché De Luca si dimettesse. La tensione in aula è stata alimentata anche da padre Alex Zanotelli, che in aula, assieme ad altri presenti, invocava “acqua pubblica per tutti”. La nuova seduta è durata davvero poco perché dopo dieci minuti è stata sospesa ancora.

L’aggressione alla D’Amelio sarebbe avvenuta successivamente, dopo le ore 14, quando i consiglieri sono tornati in aula. Alle ore 15 era prevista una nuova seduta, alla presenza del governatore De Luca, che nel corso della prima mattinata non era intervenuto proprio a causa delle azioni di disturbo messe in atto dai grillini del M5S.