L’inchiesta sulle firme false che ha coinvolto l’M5S si allarga e a oggi consta di 13 persone iscritte nel registro degli indagati.

Vi sono infatti tre nuove aggiunte, di cui è stata resa nota l’identità da poche ore. Si tratta di Pietro Salvino, marito della deputata Claudia Mannino, Riccardo Ricciardi, marito della deputata Loredana Lupo, e di Giulia Di Vita, parlamentare.

Nuti, Mannino e Salvino si sono presentati oggi in Procura per essere ascoltati, ma hanno fatto scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere, oltre ad aver rifiutato l’esame calligrafico disposto per accertare la paternità delle firme depositate (accettato invece da Samantha Busalacchi e Alice Pantaleone). La Mannino, pur evitando di rispondere alle domande dei giornalisti, si è detta serena sull’esito delle indagini.

Tra gli altri indagati anche il deputato Giorgio Ciaccio dell’Assemblea regionale siciliana, il quale è comparso davanti alla Procura di Palermo: qui avrebbe confessato il proprio coinvolgimento nella vicenda delle firme false, confermando la propria autosospensione per gli eventi accaduti ad aprile 2012 quando vennero prodotte centinaia di autografi falsi nell’ambito delle elezioni amministrative.

Secondo Ciaccio la falsificazione non sarebbe stata premeditata ma si sarebbe resa necessaria per rimediare a un errore formale compiuto in alcuni moduli.

Nei giorni scorsi Alessandro Di Battista aveva affermato di essere “fiero di far parte di una forza politica che chiede l’autosospensione di chi ha ricevuto un avviso di garanzia, anche per evitare di danneggiare il M5S,” ma rispondendo sul caso in questione, con la mancata autosospensione di gran parte degli indagati, non aveva potuto che ammettere la propria estraneità riguardo al rispetto delle regole imposte dal Movimento: “Non si sono sospesi e non sono ancora arrivate sanzioni da parte nostra? Dovete chiedere al Garante, che non sono io. Io mi auguro si autosospendano nelle prossime ore“.