Marianna Madia dice sì ai licenziamenti dei dipendenti statali. Il ministro della Pubblica Amministrazione in una nuova dichiarazione ha infatti affermato che c’è bisogno di licenziare i lavori pubblici che falsificano le proprie presenza, com’è successo di recente nel comune di Sanremo.

Proprio partendo dalla discussa vicenda della città ligure, la Madia in un convegno organizzato da Rete Imprese Italia sulla semplificazione a cui ha partecipato ha dichiarato: “Un dipendente pubblico che dice che va a lavorare e poi non ci va deve essere licenziato”.

L’apertura alla possibilità di licenziare gli statali potrebbe creare diverse discussioni e suscitare reazioni contrastanti. Nonostante la sua presa di posizione nei confronti di chi timbra il cartellino e poi va via, Marianna Madia ha voluto allo stesso tempo anche difendere la categoria dei dipendenti pubblici, affermando che vanno superate “contrapposizioni e luoghi comuni”. In particolare “un luogo comune di cui ci dobbiamo liberare è che tutti i dipendenti pubblici siano fannulloni”.

La Madia ha poi parlato in favore del lavoro svolto finora dal governo Renzi, dichiarando che l’obiettivo per il futuro è: “Fare dell’Italia un Paese semplice. Un Paese dove è semplice lavorare, investire e fare impresa”.

Riguardo alla riforma della pubblica amministrazione da lei stessa promossa, Marianna Madia ha invece dichiarato che si propone di essere “una grande riforma per sbloccare gli investimenti. Non penso che sia più accettabile lasciare gli imprenditori ostaggio di incertezze di tempi e di regole”.

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione però non è ancora finita qui. Il Ministro Madia ha infatti annunciato che: “il 21 novembre a Torino presenteremo tutte le innovazioni della P.a. che passa per il digitale”. Sarà in quell’occasione che dovrebbero essere presentati il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), anche noto come il nuovo pin unico, oltre all’inizio dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente.

Nel corso del convegno sulla semplificazione è intervenuto anche Carlo Sangalli, il presidente di Rete Imprese e della Confcommercio, che ha dichiarato: “Le Pmi non possono più sopportare 30 miliardi di oneri burocratici annuali e perdere 34 giorni-uomo l’anno per adempimenti fiscali. Chiediamo al Governo un impegno straordinario sulla riforma della Pubblica amministrazione con il pieno coinvolgimento delle imprese. Se è vero che il Paese sta ripartendo, il Governo deve cogliere e rafforzare questi segnali, anche scommettendo sull’accelerazione delle riforme economiche e amministrative, perché solo così si potrà trasformare la ripresa in vera crescita”.