La storia del piccolo Jack, bimbo scozzese di appena un mese di vita, è davvero straordinaria. Sua mamma, Vicky Harper, di 24 anni, aveva già due figli e non aveva affatto intenzione di averne un terzo. Rimasta incinta accidentalmente – dimenticando di prendere la pillola anticoncezionale -, la donna ha deciso di abortire, sebbene questa scelta non fosse stata troppo facile da prendere. Con un bimbo di due anni e una bimba di cinque, Vicky non si sentiva in grado di avere un terzo figlio e così si è rivolta al medico per l’interruzione volontaria di gravidanza.

La donna ha scelto di affidarsi ad un intervento di tipo chirurgico ma sin dal momento in cui ha lasciato l’ospedale ha capito che c’era qualcosa che non quadrava e che non tutto fosse andato bene durante l’aborto. Vicky continuava a sentirsi stanca e strana, sensazioni che aveva già provato con le precedenti gravidanze e nonostante avesse avvisato i medici più volte, tutti le avevano detto che probabilmente si trattava di meccanismi ormonali o che il suo fosse un atteggiamento paranoico. Rimasta ancora nel dubbio, la donna ha effettuato una serie di test di gravidanza casalinghi e tutti hanno confermato: c’era una gestazione in corso.

A nove settimane di distanza dall’aborto, Vicky si è sottoposta ad ecografia e ha ricevuto finalmente una conferma a ciò che sospettava da tempo: era ancora incinta. Quando ha visto il suo bambino sullo schermo dell’ecografia ha pianto e si è sentita sconfortata ma a quel punto, conoscendo anche i rischi di un aborto e temendo che neppure nel secondo caso la procedura andasse a buon termine, ha deciso di tenere il bambino, pur non avendo mai programmato quella nascita.

Per quanto riguarda il fallimento della prima procedura, la donna avrebbe appreso che ad eseguire l’interruzione di gravidanza sarebbe stata eseguita da un medico che stava ancora imparando come eseguirla, sotto la supervisione di un collega più esperto.