L’anziana madre era morta nel 1997 ma la figlia ha continuato a incassare la sua pensione per ben 16 anni. La truffa ai danni dell’INPS è stata scoperta a Livorno grazie a un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza. Le indagini hanno accertato che la donna, una parrucchiera di Rosignano Marittimo, alla morte della madre avvenuta a 74 anni, ha omesso deliberatamente di dichiararne il decesso. La mancata comunicazione le ha consentito di continuare a percepire la pensione della madre grazie alla delega ricevuta dall’anziana.

A insospettirsi per l’erogazione dell’assegno è stata la direttrice della sede INPS di Piombino, che ha segnalato il caso alla Guardia di Finanza, facendo scattare le indagini. Secondo quanto appurato dagli inquirenti la donna, che oggi ha 68 anni, avrebbe percepito indebitamente ben 162 mila euro. L’assegno mensile rivalutato a 900 euro nel 2013 veniva utilizzato dalla 68enne per pagare il mutuo di 430 mila euro contratto per l’acquisto dell’abitazione familiare. La villetta di 6 vani risulta intestata al marito della donna e ai figli. Una circostanza che ha ulteriormente insospettito gli investigatori:

Forse è stato fatto con l’intento di eludere possibili future azioni esecutive per il recupero delle somme indebitamente erogate dall’INPS.

La truffa aggravata potrebbe costare alla donna proprio la casa acquistata con la pensione della madre defunta. Il giudice per le indagini preliminari Antonio Pirato ha infatti disposto il sequestro preventivo dell’abitazione, fino a quando la donna non restituirà i 162 mila euro e i 17 mila euro di interessi maturati in 16 anni sulla cifra.

Anche l’INPS si è attivata per cercare di ottenere il rimborso delle somme. L’istituto previdenziale ha avviato le procedure per il recupero coattivo a seguito della richiesta di rimborso caduta nel vuoto. Non è la prima volta che l’INPS denuncia casi simili. L’ultima truffa scoperta risale ai primi di aprile, quando un uomo di 50 anni di Terracina fu denunciato per aver percepito per 3 anni la pensione della madre deceduta, che ammontava a 1.400 euro mensili.