In un piccolo comune andaluso, un ragazzo di 15 anni ha fatto causa alla madre poiché, poco tempo prima, gli aveva sequestrato il suo telefono. Trascorreva troppe ore davanti allo smartphone, sottraendo del tempo prezioso allo studio e ad altre attività culturali e sociali. Una sera, infatti, non voleva smettere di giocare col suo telefono e così la madre si è trovata costretta a confiscarglielo anche perché avrebbe dovuto studiare per un esame importante. Il giovane, per fargliela pagare, si è rivolto al giudice accusandola di maltrattamenti domestici: la pena richiesta dall’accusa era addirittura di 9 mesi di reclusione.

Il giovane giocava troppe ore col telefono

Poi, però, è intervenuta la Corte che ha difeso, senza mezzi termini, la madre elogiandone il suo operato e spiegando che togliere il telefono al proprio figlio rientra nell’educazione, nei diritti e nei doveri di ogni genitore. Nessun maltrattamento, nessun comportamento eccessivo. La donna ha fatto bene e aveva tutte le facoltà per farlo.

Il giudice: il telefono può essere sequestrato al proprio figlio

Quello che più stupisce, però, è la reazione del 15enne che, per tutelare un suo presunto diritto, trova il coraggio di rivolgersi ad un giudice rischiando di rovinare persino la vita della propria madre, facendola condannare a 9 mesi di reclusione.