La Procura distrettuale de L’Aquila ha disposto l’arresto di una donna di quarant’anni accusata di violenza sessuale nei confronti del figlio minorenne. La donna avrebbe stuprato ripetutamente il bambino di appena 5 anni, esibendosi davanti al figlio e obbligandolo a consumare rapporti sessuali.

Le continue violenze sessuali sarebbero state fotografate e riprese con una telecamera. Il materiale pedopornografico veniva poi diffuso sul web. In manette è finito anche il cugino della madre pedofila. L’uomo ha una relazione sentimentale con la cugina che va avanti da tempo.

Le accuse formulate contro i due sono la detenzione di materiale pedopornografico, abusi sessuali e corruzione di minore. L’ordine di custodia cautelare arriva al culmine di un’indagine lampo di 2 settimane avviata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo di Pescara.

L’inchiesta coordinata dal pm Roberta D’Avolio è scaturita da alcune segnalazioni arrivate al C.N.C.P.O., il centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online. A caricare foto e video compromettenti su una piattaforma per la condivisione  di file è stato il cugino della donna, un quarantenne residente a Pescara.

In una prima fase gli inquirenti hanno sequestrato i dispositivi elettronici e il materiale pedopornografico rinvenuti a casa della donna e del cugino. Dagli accertamenti effettuati è poi emerso che il bambino ripreso era il figlio di 5 anni della donna.

Il Tribunale dei minori ha già provveduto ad allontanare i figli della donna dalla casa in cui sono stati compiuti gli abusi sessuali. La donna viveva con il compagno che al momento risulta estraneo ai fatti.

Polizia postale di Pescara: reati online contro minori non restano impuniti

Nel corso di una conferenza stampa il dirigente della Polizia postale di Pescara Elisabetta Narciso ha invitato gli adulti a tutelare i minori, spiegando che chiunque si macchi di simili reati online oggi non può sperare di restare impunito. Su Internet, ha detto la Narciso, è ancora più facile essere scoperti. Lo testimoniano gli arresti avvenuti ad appena 2 settimane dalla segnalazione pervenuta al C.N.C.P.O.