Madre Teresa di Calcutta sarà proclamata santa il prossimo 4 settembre. Lo ha annunciato oggi papa Francesco durante il Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione dei beati, riunito nel Palazzo Apostolico in Vaticanom, indicando le date di canonizzazione di altre quattro persone. Il 5 giugno sarà la volta di Giovanni Papczynski, vissuto nel XVII secolo, fondatore della Congregazione dei Chieruci Mariani dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, e di Maria Elisabetta Hesselblad, fondatrice della congregazione delle suore dell’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida. Il 16 ottobre, invece, verranno canonizzati Giuseppe Sanchez del Rio, 15enne messicano vittima delle persecuzioni antireligiose, e Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero, sacerdote di Cordoba, che diventerà il primo santo nato e morto in Argentina.

Il 4 settembre, infine, toccherà alla celebre suora albanese, che sarà peraltro il primo Premio Nobel (le fu assegnato quello per la Pace nel 1979) a diventare santo. Lo scorso dicembre, con voto unanime della Congregazione delle cause dei santi, papa Bergoglio aveva ratificato il riconoscimento del miracolo attribuitole, condizione necessaria per avallare la canonizzazione. L’evento miracoloso in questione è la guarigione, datata dicembre 2008, di un ingegnere brasiliano oggi 42enne, ridotto in fin di vita da ascessi cerebrali e ripresosi improvvisamente e senza interventi chirurgici dopo che la moglie aveva chiesto l’intercessione di Madre Teresa. Una guarigione che la Congregazione aveva dichiarato all’unanimità come scientificamente inspiegabile, quoad substantiam: in altre parole, almeno secondo la Chiesa, una guarigione che supera le capacità della natura quanto alla sostanza, impossibile da verificarsi se non in presenza di un intervento miracoloso.

Personaggio amato e venerato da milioni di cattolici in tutto il mondo, nel corso della sua lunga vita Madre Teresa è stata anche al centro di numerose controversie, sia per il trattamento che veniva riservato agli ospiti delle sue strutture assistenziali, sia per le sue posizioni radicali in merito a questioni sensibili come divorzio, aborto, contraccettivi e malattie sessualmente trasmissibili.