È stato il risultato del ballottaggio a decretare la fine della carriera politica di Francesco La Rosa a Niscemi, in Sicilia, ma sarebbe stata la mafia a garantire la prima elezione dell’ormai ex sindaco.

L’uomo è infatti in arresto insieme ad altre otto persone, raggiunti tutti dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Caltanissetta in seguito alla richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Le indagini della Squadra mobile hanno portato alla luce un giro di voto di scambio mafioso con tanto di ipotesi di reato di associazione mafiosa.

Tra i nomi che figurano nell’ordinanza anche quello di Alessandro Barberi, capomafia di Gela, già detenuto, e quelli di un ex consigliere comunale e di due uomini facenti parti dell’entourage dell’ex primo cittadino della città siciliana (ora sostituito dall’appena eletto Massimo Conti).

Il patto stretto con Cosa nostra nel 2012 avrebbe garantito a La Rosa la vittoria delle elezioni amministrative, quando si presentò con una lista civica: stando alle indagini, “appartenenti all’organizzazione criminale mafiosa Cosa nostra di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere degli accordi politico-mafiosi”. Maggiori informazioni verranno divulgate in sede di conferenza stampa che si terrà alle ore 11, presso la procura della Repubblica di Caltanissetta.