Il giudice per le indagini preliminari ha recepito 113 delle 116 richieste di archiviazione che la Procura di Roma aveva chiesto in merito all’inchiesta Mafia Capitale. Tra queste archiviazioni ci sono anche quelle che riguardano l’ex sindaco della Capitale Gianni Alemanno e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. In tutti i casi le posizioni sarebbero state archiviate in quando prive di elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

Nicola Zingaretti era stato incluso nelle indagini per i reati di corruzione e turbativa d’asta, indagini che erano partite in seguito ad alcune dichiarazioni di Buzzi su cui però i pubblici ministeri non hanno trovato alcun riscontro. Per quanto riguarda Gianni Alemanno, invece, le accuse all’interno dell’inchiesta erano di associazione di stampo mafioso, anche queste cadute.

Oltre a Zingaretti e ad Alemanno, per l’inchiesta Mafia Capitale sono state archiviate le posizione, fra le altre, dell’ex capo di gabinetto Maurizio Venafro (indagato per l’accusa di corruzione); sono cadute le accuse per Luca Panrasi, Eugenio Patané, Alessandro Cochi, Ernesto Diotallevi; sono state archiviate anche alcune ipotesi di reato per soggetti sotto processo come Salvatore Buzzi, Massimo Carminati e Mirko Coratti.

Archiviazione anche per Sabrina Alfonsini – ex presidente del primo municipio di Roma -, Daniele leodori – presidente del Consiglio regionale -, Riccardo Mancini e Antonio Lucarelli – collaboratori dell’ex sindaco. Stesso provvedimento per gli avvocati penalisti Paolo Dell’Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti

Le tre richieste di archiviazione respinte per l’indagine Mafia Capitale sono invece quelle che riguardano l’imprenditore Salvatore Forlenza (ex consigliere comunale), Luca Giansanti e Alfredo Ferrari.