Proseguono le indagini della magistratura nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale, l’organizzazione illecita guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Gli inquirenti hanno scoperto che Salvatore Buzzi e la moglie Silvana Costantini dall’estate del 2001 hanno movimentato decine di milioni di euro, aprendo un conto presso la Banca di San Marino.

I Pm stanno cercando di capire la provenienza del denaro per accertare se Buzzi riciclasse denaro per conto di altri. Nelle numerose intercettazioni Buzzi fa riferimento alla crescita del volume d’affari con le ultime giunte comunali. Le indiscrezioni trapelate non scompongono il sindaco di Roma Ignazio Marino che afferma di essere impegnato in un’operazione di pulizia all’interno dell’amministrazione capitolina.

Ma il Comune di Roma non è l’unico scosso dal terremoto di Mafia Capitale. Nel corso di una deposizione, infatti, Buzzi avrebbe chiesto ai magistrati di interrompere la registrazione per non rivelare in via ufficiale dettagli troppo compromettenti. La richiesta sarebbe avvenuta a seguito di una domanda sulla gestione del campo profughi di Mineo, in Sicilia:

Su Mineo casca il governo, dichiara Buzzi. Io potrei, cioè… se possiamo spegnere. Se lo può spegnere un secondo parliamo. Si metta nella mia posizione.

Una richiesta ovviamente respinta dai magistrati.

Mafia Capitale, Grillo: Buzzi pagava gli stipendi dei dipendenti del PD

Intanto anche il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo si lancia in pesanti insinuazioni:

Una parte degli stipendi dei dipendenti del Partito democratico di settembre 2014 sarebbero stati pagati con i soldi di Salvatore Buzzi, scrive Grillo sul blog, riprendendo le intercettazioni pubblicate da Il Corriere della Sera.

Carlo Cotticelli, che aveva il ruolo di cassiere, chiese un versamento di 6-7 mila euro.

Cotticelli spiegava che erano in estrema difficoltà, in quanto non erano riusciti a pagare gli stipendi di agosto e non sapevano cosa fare, quindi chiedeva a Buzzi se poteva aiutarli. Buzzi dava il suo assenso dicendo che avrebbe fatto un assegno.

L’inchiesta su Mafia Capitale nel frattempo continua ad allargarsi.  La procura sta infatti indagando anche su Marco Vincenzi, capogruppo del Pd alla Regione Lazio, per accertare le sue responsabilità nell’intricata vicenda.