Il processo a Mafia Capitale si svolgerà senza la presenza in tribunale dei due imputati principali. I giudici hanno infatti disposto che Salvatore Buzzi e Massimo Carminati non potranno essere presenti in aula per ragioni di sicurezza.

Non potranno quindi seguire il processo direttamente dall’aula i due indagati principali di Mafia Capitale: Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative, e Massimo Carminati, considerato dall’accusa della Procura di Roma il capo dell’organizzazione che a Roma univa il mondo criminale agli interessi politici ed economici della città.

Rosanna Ianniello, presidente della X sezione penale, ha stabilito che nel processo per Mafia Capitale che avrà inizio il prossimo 5 novembre non ci potranno essere Buzzi e Carminati, e nemmeno il loro braccio destro Riccardo Brugia. Una decisione che è stata presa per “motivi di sicurezza”.

Massimo Carminati seguirà quindi il processo dal carcere di Parma, in cui si trova attualmente detenuto in regime di 41 bis. Salvatore Buzzi invece non si muoverà dal carcere di Tolmezzo. Il Tribunale ha poi stabilito che non potranno essere presenti alla prima udienza anche altri 14 imputati del processo Mafia Capitale. Tra di loro vi sono pure Luca Odevaine e l’ex ad di Ama Franco Panzironi.

Il totale delle persone imputate nel processo è di 46 e si preannuncia parecchio lungo. Sono previste ben quattro udienze a settimana a partire da novembre fino a luglio del 2016 che, dalla seconda udienza, si terranno nell’aula bunker del carcere di Rebibbia.

La decisione da parte dei giudici del Tribunale di Roma, insieme alla scelta di far partecipare diversi imputati unicamente in videoconferenza, non è però stata ben accolta dai giudici penalisti, che hanno indetto uno sciopero che si terrà dal 9 al 12 novembre.

I prossimi appuntamenti del maxi processo di Mafia Capitale prevedono per il 26 novembre il giudizio con rito abbreviato per Daniele Ozzimo, ex assessore alla Casa del Campidoglio, con altri quattro imputati. È stata poi spostata al 21 dicembre la decisione del gup Alessandra Boffi riguardante la richiesta di patteggiamento degli ex dirigenti della cooperativa La Cascina: Domenico Cammisa, Carmelo Parabita, Salvatore Menolascina e Francesco Ferrara, accusati di corruzione verso Luca Odevaine per avere l’appalto della gestione del discusso centro di accoglienza per migranti Cara di Mineo.