Salvatore Buzzi, indagato nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, ha mosso accuse pesanti contro i vertici della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. Accuse che rischiano di scatenare una nuova bufera sull’amministrazione regionale e capitolina.

Interrogato dai magistrati, Buzzi ha tirato infatti in ballo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Luca Odevaine e Maurizio Venafro,  capo di gabinetto del governatore regionale.  Davanti ai pm Buzzi ha spiegato di essere una vittima del sistema e di essere stato costretto a pagare per poter lavorare.

Il ras delle cooperative ha ammesso di aver finanziato la campagna elettorale del sindaco Marino, pur non avendolo conosciuto, e di aver finanziato più volte il Pd. Riguardo al giro di tangenti emerso dall’inchiesta Mafia Capitale, Buzzi si affretta a chiarire:

Non ci crederà, dottore, noi il Pd non l’avevamo mai pagato in quella maniera.  Essere affrontati così in Consiglio comunale non ci era mai capitato.

Buzzi ha rilasciato delle dichiarazioni potenzialmente compromettenti anche in merito all’acquisto del palazzo della Provincia all’Eur:

Fu comprato da Zingaretti, prima che venisse edificato, dal costruttore Parnasi per 263 milioni di euro.

Buzzi afferma di aver saputo da Luca Odevaine che per il palazzo avrebbero preso mazzette Maurizio Venafro, Antonio Calicchia e Peppe Cionci. Secondo Buzzi, il denaro era destinato al governatore.

Mafia Capitale: Zingaretti smentisce dichiarazioni di Buzzi

Immediata la smentita di Nicola Zingaretti che ha mostrato tutto il suo disappunto per le ultime dichiarazioni di  Salvatore Buzzi:

Nessuno chiese soldi per me. Devo dire con amarezza che vedo l’affacciarsi concreto del rischio di impraticabilità di campo per chi sta provando con onestà a cambiare le cose in questa Regione, ha commentato amaramente il governatore.

Riguardo al palazzo della Provincia, Zingaretti ricorda che la Corte dei Conti nel dicembre del 2013 archiviò l’inchiesta. Anche Odevaine, Venafro e Cionci, gli altri tre chiamati in causa da Buzzi, indagato numero uno di Mafia Capitale, hanno smentito le sue dichiarazioni, affermando che si tratta di calunnie. Buzzi ha fatto anche il nome di Gramazio, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, in merito alla gara da 100 milioni per il Recup. Secondo Buzzi, Gramazio avrebbe chiesto a Zingaretti il lotto destinato a Storace.