Nell’ambito del maxi processo di Mafia Capitale, attualmente in corso, sono arrivate le prime due condanne nei confronti di due politici. Le prime di una serie che si preannuncia piuttosto lunga. La sentenza arrivata dal gup Alessandra Boffi è di due anni e due mesi di reclusione per Daniele Ozzimo (nella foto sopra), ex assessore della giunta di Roma di Marino e in quota Pd, mentre sono stati dati due anni e quattro mesi a Massimo Caprari, ex consigliere comunale di Centro democratico.

Daniele Ozzimo è stato condannato per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, mentre è stato assolto da un’altra accusa, sempre di corruzione, questa volta però per asservimento della funzione.

Questa sentenza che fa parte del processo di Mafia Capitale è stata subito commentata dal diretto interessato. Daniele Ozzimo fuori dall’aula ha dichiarato: “Sono esterrefatto. Si sa come vanno a finire queste cose in questo Paese”.

Dello stesso parere il suo avvocato, Luca Petrucci, che ha affermato: “Siamo molto colpiti. Ricorreremo in appello. È stata accolta in toto la tesi della Procura, ma rimaniamo perplessi davanti alla difficoltà di motivare una sentenza di condanna. Perché una volta in cui la Procura riconosce, chiedendo l’assoluzione, che non vi è nessun asservimento della funzione, Ozzimo viene condannato per aver preso 20mila euro in campagna elettorale regolarmente registrati, e perché ha chiesto a Buzzi di far lavorare una povera diavola, per altro licenziata 4 mesi dopo, a 300 euro al mese. Credo che sia un monito per la politica italiana e credo che nessun politico ne possa uscire vivo”.

Tra quelli che hanno scelto il rito abbreviato nel maxi processo di Mafia Capitale, Ozzimo non è stato l’unico ad essere stato condannato oggi. La sentenza ha colpito anche Caprari e inoltre Paolo Solvi, il factotum del X Municipio, che ha avuto anche lui due anni e due mesi, come Ozzimo, mentre i fratelli Addeo sono stati condannati a un anno e dieci mesi di reclusione.

Sono stati decisi inoltre i patteggiamenti riguardanti gli ex dirigenti della cooperativa La Cascina coinvolti nel caso di Mafia Capitale: Francesco Ferrara è stato condannato a due anni e otto mesi, mentre Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita hanno avuto due anni e sei mesi a testa.