A Roma si infiamma sempre di più la situazione, dopo l’ondata di arresti che hanno riguardato il secondo capitolo di Mafia Capitale. Adesso la giunta comunale è letteralmente sotto assedio e aumentano le richieste di dimissioni nei confronti del sindaco Ignazio Marino.

Nel frattempo, alcune dimissioni ci sono effettivamente state, non in comune, bensì in Regione. Il capogruppo del Partito Democratico Marco Vincenzi, che è stato citato all’interno delle indagini del secondo capitolo di Mafia Capitale per i suoi presunti pizzini con Salvatore Buzzi, si è dimesso dall’incarico di capogruppo.

Nonostante le dimissioni, Marco Vincenzi tiene a sottolineare di “non aver mai fatto emendamenti a favore di Buzzi” e di aver avuto incontri con lui “solo un paio di volte”. Vincenzi ha però deciso di dimettersi: “nell’interesse del gruppo, dell’amministrazione e del Pd”. A causa di Mafia Capitale 2, nel Pd, e non solo, l’agitazione intanto aumenta.

Al di fuori del Campidoglio, il sindaco Marino è stato fortemente contestato, oltre che fischiato, e c’è chi chiede le sue dimissioni. Tra i principali contestatori vi sono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo che su Twitter ha lanciato l’hashtag: #occupyCampidoglio e scritto: “Mafia Capitale scandalo senza fine. Il Comune di Roma va resettato i legami con la mafia recisi il Campidoglio disinfestato”.

Tra chi ha protestato ieri in Campidoglio per la situazione che si è creata a Roma dopo lo scandalo di Mafia Capitale, vi erano anche i militanti di CasaPound e delegazioni di Ncd, Fdl, comitati e Noi con Salvini, che sono stati fermati in un primo tempo, ma sono poi riusciti comunque ad entrare in Aula, durante un consiglio comunale tenuto dal sindaco Marino.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno letto estratti dalle intercettazioni di Mafia Capitale e il consigliere grillino Enrico Stefano ha lasciato un cartello con la scrittà: “Onestà!”. In mezzo ai cori di protesta nei suoi confronti, Marino in maniera ironica ha salutato i contestatori facendo il gesto della vittoria.

La seduta del consiglio comunale ha poi approvato la surroga temporanea dei quattro consiglieri comunali finiti in manette negli scorsi giorni, stabilendo così che gli incarici di Giordano Tredicine del Pdl, Massimo Caprari del Cd e Pierpaolo Pedetti e Mirko Coratti del Pd saranno rimpiazzati da Alessandro Cochi del Pdl, Daniele Parrucci del Cd e Cecilia Fannunza e Liliana Mannocchi del Pd. Sostituzioni che però non hanno contribuito a diminuire le tensioni e la situazione a Roma diventa sempre più complicata.