All’indomani del terremoto giudiziario che ha travolto Roma, sgominando un’organizzazione mafiosa radicata e indipendente, emergono nuovi dettagli sulla fitta rete di legami intessuti da politici corrotti ed esponenti delle cooperative. La prima a collaborare con gli inquirenti, rivelando il modus operandi di Mafia Capitale, è Nadia Cerrito, segretaria di Salvatore Buzzi, presidente della cooperativa 29 giugno e di altre 15 società e coop. La donna faceva da tramite tra Massimo Carminati, individuato dalla magistratura come il capo dell’organizzazione, e i palazzi del potere. Mediante il pagamento di tangenti agli esponenti politici, le società di Mafia Capitale si aggiudicavano gli appalti. Le cooperative di Buzzi erano arrivate a fatturare 80 milioni di euro.

Nadia Cerrito gestiva il libro nero della corruzione, con i nomi dei politici a cui consegnare le mazzette e le cifre pattuite con i vertici di Mafia Capitale. Il tariffario variava: per l’ad di Ama, Franco Panzironi, uomo vicino all’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, era stata prevista una percentuale del 2,5% per un appalto da 5 milioni di euro. Nel libro nero figurano anche altri nomi importanti come quello di Salvatore Forlenza, dirigente di Legacoop nazionale. Nadia Cerrito preparava le buste con i soldi in contanti. Le cifre non superavano i 15 mila euro per busta. Poi Salvatore Buzzi passava a ritirarle.

Ma le mazzette non erano l’unico modo per corrompere i politici. Posti di lavoro, appartamenti, regali, anche non richiesti, venivano utilizzati come merce di scambio per ottenere gli appalti. A Fiscon, il direttore generale di Ama, era stata promessa la pulizia di uno dei suoi stabili in cambio di favori. Carlo Pucci, di Eur Spa, era addirittura stipendiato così come il sindaco di Morlupo. La Cerrito ha affermato di “aver sentito nominare” alcuni degli indagati: Riccardo Mancini, ex ad di Eur Spa; Claudio Turella, ex gestore dei servizi giardini del Campidoglio; Luca Gramazio, capogruppo del Pdl al Comune di Roma. La donna afferma invece di non conoscere Eugenio Patanè, consigliere regionale del Pd.

L’ex sindaco di Roma Alemanno, indagato per associazione mafiosa, si è autosospeso da Fratelli d’Italia fin quando la sua posizione non verrà chiarita. L’attuale sindaco di Roma Ignazio Marino si è invece affrettato a smentire ogni tipo di legame con Salvatore Buzzi. Le foto scattate durante una sua visita alla cooperativa 29 giugno sembrano però contraddirlo. Negli scatti Marino appare più volte in compagnia di Buzzi.

Mentre il Premier Matteo Renzi si dice sconvolto e ha predisposto il commissariamento del Pd romano, guidato ora da Matteo Orfini, il Movimento 5 Stelle ha chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia. Oggi Alessandro Di Battista ha denunciato un’intimidazione ricevuta da una loro collaboratrice.

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Intanto a Roma prosegue l’ondata di arresti. Questa mattina è stato arrestato dai carabinieri del Ros Giovanni De Carlo, boss dell’ex banda della Magliana, organizzazione confluita in Mafia Capitale. Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha affermato che per il sindaco esiste un problema di protezione, chiedendo la scorta.

Foto: Cooperativa 29 giugno via Facebook