Sin dalla lettura della sentenza riguardante il processo di Mafia Capitale si attendeva questo momento, che è infine arrivato: il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha infatti dato il suo ok al decreto con il quale Massimo Carminati può lasciare il regime di 41bis, ovvero il carcere duro, la pena detentiva prevista per coloro che sono accusati di associazione mafiosa.

Carminati era stato sottoposto alla misura restrittiva sin da dicembre del 2014, ma con la caduta dell’accusa di associazione di stampo mafioso e la condanna a 20 anni per il reato di associazione a delinquere semplice, quel tipo di regime detentivo non ha più motivo di essere, legalmente parlando.

Tra tutti gli imputati arrestati nel corso dell’inchiesta Carminati era l’unico ad aver subito il carcere duro: Salvatore Buzzi è stato invece escluso dal provvedimento.

L’avvocato Giosuè Bruno Naso che difende Carminati si è detto soddisfatto per quanto avvenuto e sopratutto per la pronta risposta del ministro, il quale non si è “fatto condizionare dalle polemiche seguite alla sentenza. Del resto la revoca del carcere duro, è prevista dalla legge. Adesso bisognerà vedere se resterà nel carcere di Parma o sarà trasferito altrove”.

Nel frattempo arriva la notizia che l’altro principale coimputato, Buzzi, sarebbe pronto a chiedere la scarcerazione tramite i propri legali. L’avvocato Alessandro è in procinto di presentare ricorso presso il Tribunale del Riesame allo scopo di chiedere gli arresti domiciliari per il gestore delle cooperative, che è stato condannato a 19 anni di carcere.