Il Consiglio dei Ministri di oggi è interamente dedicato alla delicata situazione di Roma: nel corso della giornata verrà discussa la relazione che Angelino Alfano ha stilato in merito a Mafia Capitale. Prevista l’adozione di misure d’urgenza per contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata ai vertici istituzionali capitolini, e non è escluso che riemerga l’ipotesi del commissariamento dell’amministrazione comunale (anche se l’eventualità per ora rimane remota).

Sembra che il dossier predisposto dal prefetto Franco Gabrielli, su cui si basa la stessa relazione di Alfano, suggerisca lo scioglimento del Municipio di Ostia e la rimozione di alcuni dirigenti delle aree più rischio della capitale (Ambiente, Casa, Politiche sociali), che verrebbero sostituiti da personalità indicate dalla Prefettura. Lo stesso Gabrielli potrebbe ricevere una delega sui sui controlli amministrativi, le procedure e i regolamenti in merito alla gestione e all’assegnazione delle gare d’appalto, su cui si sono concentrate le attività delle varie organizzazioni criminali che hanno creato il “fenomeno” di Mafia Capitale.

Sulla scorta della riunione flash della giunta di Roma che ha deliberato sulle opere da realizzare in vista del Giubileo anche il Consiglio dei Ministri discuterà del piano di interventi concordato da governo e amministrazione. 84 gli interventi previsti, tra cui l’accelerazione delle procedure delle gara d’appalto e lo stanziamento di 50 milioni di euro. Anche in questo caso Gabrielli interverrà personalmente, essendo stato nominato coordinatore.

L’ex sindaco Francesco Rutelli, intervistato da Repubblica, ha bacchettato il ritardo con cui si sta facendo fronte ad emergenze di tale entità, a sei mesi dall’annuncio del Papa: “La città non doveva aspettare che il Vaticano, o il Governo, le indicassero cosa fare“. Rutelli avrebbe anche fornito alcuni consigli sul da farsi: “Avendo pochi mesi, mi sono sempre permesso di suggerire che occorre concentrarsi su manutenzione e legalità. Ma il progetto andava fatto a fine marzo: ora rischiamo grossi guai“.

Il politico romano non ha poi mancato di sottolineare i contrasti sorti tra il governo Renzi e l’amministrazione di Marino: “L’illegalità ha infiltrato molti settori dell’amministrazione e quindi devono essere riorganizzati e controllati. È evidente che il governo non ha un rapporto di fiducia con l’amministrazione civica. Anche per questo sono entrati parlamentari Pd nella giunta“.