In queste ore, la Squadra Mobile di Catania e del Commissariato di Caltagirone, stanno dando esecuzione ad un decreto di perquisizione e sequestro nonché alla contestuale informazione di garanzia nei confronti di sei persone, tutte indagate a vario titolo dei reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici oltre che di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea.

Il Cara di Mineo ospita migliaia di migranti

Il provvedimenti della Procura calatina scaturisce dagli esiti delle indagini condotte dalla Polizia di Stato, su delega dell’Autorità Giudiziaria. A seguito delle risultanze dell’inchiesta “Mafia Capitale”, infatti, è stata avviata un’intensa attività di investigazione al fine di accertare eventuali illeciti nella gara d’appalto indetta ad aprile 2014 per la gestione triennale dei servizi del Cara di Mineo che, ogni anno, ospita migliaia di migranti giunti sulle coste italiane.

La truffa ammonterebbe a 1 milione di euro

La gara d’appalto è stata ritenuta illegittima dall’Autorità Nazionale Anticorruzione – precisano i militari – che si è espressa ufficialmente a febbraio 2015. L’analisi della contabilità relativa alle presenze giornaliere dei migranti ospiti del C.A.R.A. di Mineo, finalizzata alla liquidazione delle somme spettanti all’ente gestore, ha evidenziato che sarebbero stati rendicontati e corrisposti, negli anni 2012-2015, importi superiori a quelli dovuti, per un ammontare di circa un milione di euro. Tutt’ora, infatti, sono in corso perquisizioni presso società ubicate su tutto il territorio nazionale.