Lo scandalo della scoperta della mafia nella capitale ha portato alle prime, concrete conseguenze politiche. Come annunciato dal premier Matteo Renzi a “Bersaglio Mobile” su La7, dopo il passo indietro di Lionello Cosentino il PD romano è stato commissariato e affidato a Matteo Orfini, presidente dell’assemblea dem, che in precedenza aveva dichiarato espressamente la necessità di ricostruire il partito da basi nuove. “Sono sconvolto“, dice il premier, “perché vedere una persona seria come il procuratore Pignatone parlare di mafia mi colpisce molto. Di fronte a vicende come quelle di oggi provo rabbia e amarezza. Ci sono le ex realtà neofasciste, c’è di tutto, manca Jack lo squartatore e il mostro di Lochness e poi ci sono tutti. I politici romani devono fare una riflessione profonda, certo l’epicentro è l’amministrazione di Alemanno ma non mi pare che alcuni del Pd romano possano tirarsi indietro“.

E’ tutto da rifare, come sostiene anche l’ex assessore veltroniano Roberto Morassut, quello che lancia l’accusa più pesante: “Tante volte ho cercato di scuotere il mio partito, segnalando il decadimento della vita interna, l’assenza di politica, la predominanza del puro potere, le cordate tribali senza politica. Dobbiamo azzerare il tesseramento e gli organismi assembleari che sono stati eletti a Roma, nelle province e a livello regionale, con il Porcellum interno e con spartizioni grazie a un patto di sindacato tra le tribù interne“.

Il terremoto giudiziario è arrivato in un momento molto delicato della storia minima del Partito Democratico di Roma, il cui equilibrio interno era già stato profondamente minato dalla questione del “marziano” Ignazio Marino, inviso alla sua stessa maggioranza, e da quella del deputato Marco Di Stefano, sul cui capo pende un’accusa di corruzione milionaria risalente ai tempi in cui era assessore regionale della giunta Marrazzo. C’era una volta il cosiddetto Modello Roma, quello dei Veltroni e dei Rutelli. Tra una decina di giorni, all’assemblea nazionale fissata per il 14 dicembre, il partito del presidente del Consiglio dovrà dare risposte chiare e decise.