Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, in visita a Genova, ha commentato ancora la vicenda Mafia Capitale e pur promettendo di combattere la criminalità organizzata, ha difeso Giuseppe Castiglione (sottosegretario dell’agricolutura), che la procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati per un appalto da cento milioni di euro al Cara di Mineo.

Sempre in merito a Mafia Capitale, il Premier ha avuto modo di commentare anche gli ultimi arresti e le ultime intercettazioni (clicca qui per leggere l’articolo) affermando che se qualche membro del Partito Democratico dovesse essere coinvolto – e questo fosse confermato -, sarebbe sicuramente cacciato e dovrebbe restare in carcere fino alla fine della pena da scontare.

Mafia Capitale: per Renzi nessuno deve dimettersi

Nonostante il Premier abbia cinque sottosegretari indagati, seguendo la linea che aveva più volte già illustrato, per nessuno di essi saranno richieste le dimissioni soltanto per aver ricevuto un avviso di garanzia. Renzi ricorda anche che fra coloro che a Roma facevano affari con Carminati e Buzzi non vi sono né Ignazio Marino – il sindaco della Capitale – né Nicola Zingaretti – governatore della Regione Lazio – e dichiara: “Dobbiamo riconoscere i colpevoli veri, non si può sparare nel mucchio e fare di tutta l’erba un fascio”.

Quando si tratta di ribadire la sua linea in merito ai politici che ricevono avvisi di garanzia, Matteo Renzi risponde in questo modo: “Io ho anche un padre indagato a Genova. Se ragiono su avvisi di garanzia, i miei figli non avrebbero dovuto vedere il nonno. Ho cinque sottosegretari indagati e io credo che un cittadino è innocente fino a prova contraria. Non chiederò mai le dimissioni per un avviso di garanzia. Noi siamo dalla parte della giustizia, non del giustizialismo“.