Ignazio Marino, primo cittadino di Roma, ha fatto sapere di aver firmato l’atto con cui è stata formalizzata la costituzione dell’amministrazione quale parte offesa all’interno del procedimento che sarà istituito a carico di Massimo Carminati e di tutti coloro che sono stati coinvolti nel caso noto come “Mafia Capitale“. Marino ha firmato l’atto in quando legale pro tempore di Roma Capitale e l’ha poi inviato alla Procura della Repubblica.

La costituzione di parte offesa predispone anche alla futura costituzione di parte civile, che l’amministrazione richiederà quando inizierà il processo penale. Il Comune di Roma si costituirà per ottenere il risarcimento per i danni morali e materiali subiti e conseguenti ai reati per cui si procederà.

All’interno delle sei pagine del documento che Ignazio Marino ha fatto poi trasmettere alla Procura della Repubblica, sono elencate anche tutte le motivazioni che hanno spinto il primo cittadino della Capitale ad adottare questa soluzione. In particolare, Marino elenca la presenza di reati commessi a danno di servizi e appalti dell’amministrazione della città di Roma, dei reati di usura ed estorsione – i quali ledono la figura e la funzione dell’amministrazione comunale -, intestazione fittizia di persone e trasferimento fraudolento di valori, con tutti i conseguenti danni patrimoniali che ne susseguono.

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