Matteo Salvini ha annunciato altri arresti imminenti nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale. Il leader della Lega Nord, intervistato da Radio Padania, ha riportato delle indiscrezioni su una nuova ondata di interventi giudiziari contro il giro di corruzione che ha coinvolto politici e imprenditori romani nei mesi scorsi. Salvini ha mantenuto il più stretto riserbo sulle sue fonti, lasciando però intendere che l’informazione provenga da ambienti vicini alla Procura:

Mi dicono uccellini da Roma che presto ci saranno centinaia di interventi della magistratura e delle forze dell’ordine, sempre legate a Buzzi e Mafia Capitale e via dicendo, ha affermato il leader leghista ai microfoni dell’emittente radiofonica.

Le dichiarazioni di Salvini su nuovi interventi giudiziari nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale hanno scatenato la reazione di diversi deputati. Librandi di Scelta Civica e Fiano del PD hanno replicato senza scomporsi al leader leghista, intimandogli di piantarla con il gossip politico.

Ma secondo i bene informati, Salvini, con le sue dichiarazioni, avrebbe mandato in fibrillazione molti esponenti del PD che si stanno chiedendo cosa accadrà nei prossimi giorni a Roma. Il PD romano, dopo l’arresto di Buzzi e Carminati, si aspetta infatti da un giorno all’altro una fase 2 dell’inchiesta.

In un clima simile, pieno di tensione, il riferimento di Salvini a “centinaia di arresti” non poteva di certo passare inosservato. Se le rivelazioni del leader leghista si riveleranno veritiere non è ancora dato saperlo, ma certamente l’esponente del Carroccio è riuscito nel suo intento di far tremare la politica romana.

Il segretario della Lega Nord ha invocato cambiamenti radicali nel sistema delle cooperative:

Dopo l’emergere di queste situazioni siamo meno soli in questa battaglia. Speriamo che sia la volta buona per riportare un po’ di equilibrio nel mercato. Un conto è la cooperazione, un conto è il business che non paga le tasse, ha incalzato Salvini.

Nel frattempo anche il Movimento 5 Stelle non sta a guardare e si scaglia contro i vertici del PD romano, cavalcando l’onda di Mafia Capitale. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lazio, Gianluca Perilli, ha chiesto le dimissioni del governatore Nicola Zingaretti:

Una settimana fa avevamo chiesto con forza le dimissioni di Zingaretti, sulla base degli elementi in nostro possesso, della vicenda Venafro e di un quadro che si andava delineando. Oggi apprendiamo che anche la dirigente della Centrale Acquisti, Elisabetta Longo, risulta indagata per l’appalto CUP, che secondo gli investigatori è riconducibile all’inchiesta su Mafia Capitale. Cos’altro deve succedere affinché il Presidente decida di rassegnare le dimissioni?