La Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato un patrimonio di ben 100 milioni di euro a Cristiano Guarnera, l’imprenditore arrestato lo scorso 2 dicembre nell’ambito dell’inchiesta su “Mafia Capitale“. Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, riguarderebbe le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale dei Edilizia Piera Srl, dell’Immobiliare Torre Argentata costruzioni Srl, della Verdepamphili Srl e dell’IGMA.

L’imprenditore, arrestato qualche giorno fa insieme ad altre 36 persone nell’ambito di “Mafia Capitale”, è stato considerato dal giudice per le indagini preliminari come imprenditore colluso, partecipa all’associazione mettendo a disposizione le proprie imprese e attività economiche nel settore della edilizia per la gestione degli appalti di opere e servizi conseguiti dall’associazione anche con metodo corruttivo”. Proprio due settimane fa, durante una precedente perquisizione, era stato trovato un permesso di costruzione per una palazzina in via Innocenzo X. Un nulla osta atteso per tre anni ma ottenuto in soli tre giorni grazie all’intervento di Massimo Carminati ritenuto a capo di “Mafia Capitale”. Sarebbe stato grazie al suo ausilio, infatti, che alcune delle imprese riconducibili a Guarnera sono state coinvolte nel piano di “emergenza abitativa” nel quale erano da state inserite anche le cooperative di Salvatore Buzzi.

Secondo le indagini svolte dagli inquirenti la situazione di Guarnera si sarebbe evoluta nel corso tempo, trasformandosi da “imprenditore colluso ad imprenditore mafioso, affiliandosi al gruppo criminale e divenendo parte integrante dell’associazione, mettendo a disposizione dell’organizzazione le proprie imprese nel settore dell’edilizia.

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