Mafia Capitale, il capitolo secondo continua a diventare sempre più ricco. In questo caso, letteralmente più ricco. Sono infatti appena stati sequestrati al “ras” delle cooperative romane Salvatore Buzzi, attualmente detenuto in attesa del processo che dovrebbe iniziare il 5 novembre 2015, beni per un valore intorno ai 16 milioni di euro.

L’operazione condotta nell’ambito delle indagini di Mafia Capitale è stata effettuata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma come prosecuzione delle attività svolte dal Ros dell’Arma dei Carabinieri. Gli agenti sono arrivati così a sequestrare diversi beni riconducibili a Salvatore Buzzi, per un totale che ammonterebbe a circa 16 milioni di euro.

L’inchiesta di Mafia Capitale, scoppiata nel dicembre del 2014 e che ha gettato un’ombra sulle giunte di Roma, sia dei passati anni che su quella attuale, è poi proseguita negli ultimi giorni, con una seconda ondata di arresti che ha portato in carcere ben 44 persone, tra cui numerosi esponenti politici sia del centrodestra che del centrosinistra. Mentre alcune forze politiche invocano ora le dimissioni del sindaco Ignazio Marino, che però non risulta coinvolto nelle inchieste, è adesso arrivato questo maxi sequestro nei confronti dei beni di Salvatore Buzzi, uno dei nomi centrali della vicenda di Mafia Capitale, insieme a Massimo Carminati.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle oggi torneranno davanti al Campidoglio per chiedere le dimissioni del sindaco, ma intorno a Marino il Pd continua a far quadrato. Come dichiara il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini: “Noi abbiamo bisogno di un sindaco come lui, un sindaco che ce la sta mettendo tutta e che va incoraggiato e sostenuto”.

L’operazione di Mafia Capitale ha portato inoltre alla diffusione di numerose e sconcertanti intercettazioni telefoniche, in cui Buzzi spiega come gestiva gli affari con gli uomini politici nella capitale. In una di queste intercettazioni, Salvatore Buzzi dice: “Ma questi i consiglieri comunali devono sta ai nostri ordini… faccio come… ma perché io devo sta agli ordini tuoi… te pago… ma va a fanculo”.