Totò Cuffaro, classe 1958, medico ed ex politico italiano, ex presidente della Regione Siciliana dal 2001 al 2008, è stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa nostra ed è finito in carcere, a Rebibbia, il 20 gennaio 2011 per poi tornare in libertà il 13 dicembre 2015. Ha scontato la sua pena, adesso è un uomo libero.

Cuffaro escluso dall’Ars

Cuffaro avrebbe dovuto partecipare ad un dibattito nella sala di Palazzo dei Normanni dell’Assemblea regionale siciliana. In qualità di ex detenuto, sarebbe intervenuto nel corso del convegno per parlare delle condizioni dei detenuti italiani. Di fatto avrebbe potuto raccontare la sua storia, i suoi durissimi anni in carcere a Rebibbia. Peccato, però, che il presidente dell’Ars ed esponente dell’Udc, ha pensato bene di revocare la concessione dalla sala: il dibattito, infatti, è stato spostato all’Istituto padre Annibale di Francia.

“Le confermo che la revoca della concessione per l’utilizzo della sala Mattarella – per un incontro sul tema dei diritti dei detenuti – è avvenuta per mia espressa volontà: converrà con me, visto che anche lei riveste un ruolo pubblico e quindi ha responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e delle istituzioni, che in una sala prestigiosa del parlamento siciliano, di recente intitolata a una vittima di mafia come il presidente della Regione Piersanti Mattarella, sarebbe stata inopportuna, e certamente equivoca, la partecipazione di un relatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra” avrebbe scritto Ardizzone in risposta ad una lettera in cui Saverio Romano, ex ministro dell’Agricoltura, aveva chiesto maggiori delucidazioni.
“Mi attendo da lei, coerentemente con la sua impostazione, che da oggi stesso lei disponga l’inibizione dell’ingresso a Palazzo dei Normanni per tutti i cittadini che hanno subito delle condanne e che per queste abbiano trascorso anche un solo giorno in carcere [...] Lei scambia il rispetto della legalità con il libero arbitrio, da vero e proprio legibus solutus. Lei non è proprietario della istituzione che presiede! Lei usa l’Ars come la lavatrice della sua coscienza: se ritiene che l’aver militato con Cuffaro nello stesso partito ed averne condiviso scelte politiche è un vulnus da rimuovere, lo faccia politicamente senza tirare in ballo Mattarella o risibili atteggiamenti da antimafia d’accatto“ è la replica, senza mezzi termini, di Romano che non ci sta alla decisione di vietare una sala dell’Ars all’ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro.Gianfranco Miccichè di Forza Italia aggiunge: “Immagino che qualcuno abbia suggerito ad Ardizzone questa follia, per una qualche oscura motivazione, regolamentare o giuridica, che però mi sfugge. Quello che appare in questo momento è che il presidente dell’Assemblea regionale siciliana è stato capace di far diventare il Palazzo dei Normanni, dalla notte dei tempi luogo d’integrazione e accoglienza, il Palazzo dell’esclusione”. “Ricordo a me stesso che Miccichè è colui che aveva contestato l’intitolazione dell’aeroporto di Palermo ai giudici Falcone e Borsellino“ è la replica di Ardizzone.