Imponente operazione anti-mafia nella notte di oggi a Corleone, concretizzatasi con l’arresto di sei persone (le accuse sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, danneggiamento, illecita detenzione di armi da fuoco): tra gli obiettivi dei boss della zona c’era anche il Ministro degli Interni Angelino Alfano, minacciato di morte.

A stabilire l’esistenza di un progetto di attentato al Ministro una intercettazione telefonica della Direzione distrettuale antimafia di Palermo nella quale si equiparava la sorte di John Fitzgerald Kennedy, secondo loro eliminato dalla mafia, e quella che avrebbero riservato ad Alfano.

Se c’è l’accordo gli cafuddiamo una botta in testa. Sono saliti grazie a noi. Angelino Alfano è un porco. Chi l’ha portato qua con i voti degli amici? È andato a finire là con Berlusconi e ora si sono dimenticati tutti”: a scatenare le ire dei boss di Corleone il regime di carcere duro, il 41 bis, aggravato ulteriormente dal politico.

Riecheggiano le parole pronunciate da Salvatore Riina, che circa due anni fa in carcere si era rivolto ad Alfano, pensando di non essere registrato, come “quel disgraziato di ministro dell’Agrigentino, è proprio accanito con questi quarantunisti, è una canaglia“.

I sei arresti riguardano alcuni tra i personaggi di spicco della mafia locale, di stampo tipicamente rurale. In discussione anche il luogo in cui avrebbe dovuto aver luogo l’attentato: tra le ipotesi più papabili, poi in realtà mai realizzatesi, quella di un colpo in Sicilia nel corso della campagna elettorale, per giocare più facilmente in casa e per dare un segnale forte e potente.

Il possibile omicidio sembrava essere stato messo in stand-by, ma ultimamente la polizia aveva notato un certo movimento nei sottoposti di Riina, che discutevano sempre più insistentemente di armi da nascondere sul territorio.

Non tutti però si erano detti favorevoli al proposito: alla fazione interventista si opponeva infatti quella più votata alla mediazione, fedele a Bernardo Provenzano, anch’egli sottoposto al regime di carcere duro. Tra questi anche il capo del mandamento di Corleone, Rosario Lo Bue, di 62 anni, arrestato nel corso del blitz di questa notte.