Tra gli arrestati del blitz antimafia della Procura di Catania c’è anche Nicola Mancuso, classe 1982, pregiudicato e in atto detenuto, meglio conosciuto per essere imputato nel processo relativo all’omicidio della giovanissima Valentina Salamone. Un delitto che era stato fatto passare per suicidio ma che, poi, è stato riaperto quando la Procura generale di Catania ha avocato a sé l’inchiesta chiedendo il processo per Mancuso il quale avrebbe avuto una relazione extraconiugale con la vittima. Secondo l’accusa, l’avrebbe uccisa poiché la 19enne – ritrovata “impiccata” a una trave il 24 luglio 2010 – era diventata una presenza ingombrante. Lui, infatti, è sposato e padre di tre figli: si è sempre dichiarato innocente.

La Procura di Catania, adesso, contesta al Mancuso e a tutti gli altri arrestati i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso (clan Santangelo di Adrano), associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ma anche reati in materia di armi con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni di intimidazione connesse all’appartenenza dell’associazione mafiosa di cui avrebbero agevolate le attività illecite. Di fatto, è stata disarticolata la cosca Santangelo “Taccuni” di Adrano, alleata della famiglia catanese Santapaola-Ercolano.

Nelle intercettazioni choc, infine, alcuni esponenti del clan, parlando tra loro, dicevano: “Prendo una pistola, la metto sul tavolino e gli dico. O ti spari tu o ti ammazziamo”.