Magdi Allam islamofobo. L’accusa arriva dall’Ordine nazionale dei giornalisti, che ha deciso di sottoporre il reporter a procedimento disciplinare per una serie di articoli sull’Islam, pubblicati sul Giornale tra il 22 aprile e il 5 dicembre del 2011. Ecco alcuni testi ‘incriminati’: “L’Islam ci assedia: abbiamo il dovere di difendere la nostra cultura. Subiamo ogni giorno gli abusi dei predicatori d’odio che si annidano in quasi tutte le 900 moschee italiane”.

E ancora: “Milano si inchina alle moschee, ma vieta le chiese”, e “Ha ragione il cardinale bolognese Giacomo Biffi quando mi dice che il nostro vero nemico non sono gli islamici bombaroli, ma i cosiddetti islamici moderati che ci impongono moschee e scuole coraniche”. Il Consiglio di disciplina dell’Odg ha ribaltato una decisione dei colleghi del Lazio, che avevano archiviato il ricorso contro Allam presentato dall’associazione Media&Diritto. La nuova delibera è dello scorso 1 agosto; da questa data, Allam ha un mese di tempo per presentare documenti e memorie difensive. Ci sarà dunque un processo, Allam potrà essere difeso da un avvocato patrocinante in Cassazione.

Il caso era nato nel giugno 2012, con il ricorso presentato da Media&Diritto all’Ordine del Lazio, contestando una serie di articoli di Allam. L’11 dicembre del 2013 l’archiviazione, il 19 febbraio del 2014 il ricorso da parte dell’avvocato Luca Bauccio, lo scorso 16 luglio il Consiglio di disciplina nazionale esamina il caso e decide di sottoporre il giornalista al provvedimento disciplinare.