Un caso di malasanità scuote la città di Potenza. Tre medici dell’ospedale San Carlo, tra i quali il primario del reparto di cardiochirurgia, sono stati arrestati e posti ai domiciliari. L’ordinanza con cui il Gip ha accolto la richiesta della Procura formula l’accusa di omicidio colposo in concorso. Il primario è accusato anche di falso in atto pubblico e falso ideologico in atto pubblico.

L’inchiesta è legata alla morte di una donna di 71 anni, avvenuta nel 2013 durante un’operazione. La Procura imputa ai medici arrestati di aver operato la donna quando era già morta; di avere cioè proseguito l’intervento anche dopo essersi resi conto del decesso. I magistrati ipotizzano che ciò sia stato fatto per coprire eventuali errori del team chirurgico. In seguito agli arresti, il commissario dell’ospedale ha disposto l’immediata interruzione delle attività ordinarie di quel reparto.

Una commissione d’inchiesta istituita dalla Camera dei deputati sulla malasanità in Italia, che ha consegnato i risultati del proprio lavoro nel 2013, ha esaminato 570 casi in tutto il territorio nazionale segnalati dal 2009 al 2012; ci sono 400 persone morte in circostanze sospette. Si tratta di presunti casi di malasanità, perché l’errore sanitario deve essere ancora accertato. Negli ultimi anni sono aumentati i procedimenti penali, ma si sono conclusi per la gran parte con l’archiviazione, poche le condanne. Ci sono stati 736 procedimenti per omicidio colposo a carico di personale sanitario. La maggior parte di questi processi si è verificata nelle regioni meridionali.

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