I dati dei radar militari suggeriscono che il volo MH-370 delle Malaysia Airlines scomparso sabato con 239 persone a bordo, deviò dalla sua rotta e fu pilotato in modo deliberato verso le isole Andamane, a riferirlo un funzionario del governo malese.

L’ultima verità è lo scenario più credibile, il B-777 a un certo punto ha virato verso ovest seguendo un rotta ben definita tra due “waypoint”, punti geografici, elaborati in base a calcoli di longitudine e latitudine, con i quali i piloti si aiutano per navigare all’interno dei corridoi aerei. Questo significa che al comando del volo c’era qualcuno con capacità di pilotaggio, quando per l’ultima volta fu avvistato dai radar militari al largo della costa nord-occidentale malese. Secondo quanto riporta la Cnn una delle ipotesi è infatti che l’aereo sia atterrato in una delle isole Andamane.

A confermare questa ipotesi anche i cinesi, l’agenzia Nuova Cina afferma che secondo queste dichiarazioni, che “devono essere verificate”, uno dei dirottatori era una persona “con grande esperienza di volo” che ha “volontariamente” cambiato la rotta del velivolo della e “interrotto le comunicazioni”. (foto by infophoto)

Secondo il “Wall Street Journal” l’aereo continuò a trasmettere la sua localizzazione per cinque ore dopo la sua sparizione dal radar civile. L’ultimo dato, raccolto da uno dei satelliti gestiti da Inmarsat, arrivò quando l’aereo risultava sopra il mare, ad un’altitudine di volo definita “normale”, il che lascia pensare che almeno fino a quel momento il velivolo fosse intatto.

Il funzionario ha aggiunto che le ragioni del dirottamento “devono ancora essere stabilite”. Il primo ministro malese Najib Razak terrà una conferenza stampa nella quale parlerà della sorte del volo.