Si lavora sull’ipotesi del terrorismo come possibile origine di quella che si profila come una sciagura che avrebbe portato alla morte di 239 persone, nel momento in cui si trovassero effettivamente rottami. Attualmente si ha ancora un aereo scomparso il 7 marzo dai radar mentre sorvolava il mare della Cina del sud, in acque appartenenti alla Malesia.

Il Boeing 777 della Malaysia Airlines (foto by InfoPhoto) era decollato alle 17.40 (ora italiana) di venerdì da Kuala Lumpur ed era diretto a Pechino. Alle 19.40 è stato registrato l’ultimo contatto radar. Le autorità malesi hanno tuttavia atteso molte ore prima di annunciare la sparizione dell’aereo.

Si segue la pista del terrorismo perché dagli ultimi contatti col velivolo non erano stati rilevati guasti o allarmi; inoltre l’aereo è in questione è considerato molto sicuro. C’è anche la questione dei due passeggeri che viaggiavano con passaporti rubati. Uno di questi appartiene all’italiano Luigi Maraldi; inizialmente si pensava fosse a bordo, ma ha poi chiamato la famiglia dalla Thailandia. Aveva denunciato il furto del passaporto da diversi mesi. La stessa cosa è accaduta ad un cittadino austriaco.

Molti mezzi sono attualmente impiegati per le ricerche su un vasto tratto di mare. La Malesia ha inviato 15 aerei e 9 navi, gli Stati Uniti hanno spostato una nave da guerra e un aereo di sorveglianza (e l’Fbi sta collaborando alle indagini), Singapore un sottomarino e un aereo; velivoli anche da Cina e Vietnam.

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