È un giorno nero per l’informazione. Una giornalista maltese di 53 anni, Daphne Galizia, è rimasta uccisa nell’esplosione dell’auto su cui stava viaggiando. Non è ancora chiaro cosa sia successo: gli inquirenti stanno ricostruendo meglio la dinamica dei fatti per individuare eventuali responsabili. Una cosa è certa: la cronista aveva ricevuto minacce di morte, temeva per la sua incolumità e di recente aveva indagato sugli scandali “Panama Papers” e “Malta Files”.

Malta, era una giornalista “scomoda”

A causa della fortissima esplosione, la sua auto è finita fuori strada. Una vera e propria tragedia che si è consumata a Bidnija, vicino alla sua abitazione a Malta dove risiedeva. È probabile, dunque, che l’omicidio possa essere collegato con la sua attività da giornalista senza peli sulla lingua. Un giornalismo investigativo senza censure che le era costato qualche guaio giudiziario. Al momento, però, è troppo presto per trarre conclusioni.

Nel 2016 la giornalista era stata inserita dal quotidiano americano “Politico” nella lista delle “28 persone che stanno modellando e scuotendo l’Europa”.

Le reazioni delle istituzioni di Malta

Per il premier di Malta “nessuno può giustificare questo atto barbaro”: “Nel nostro Paese chiunque ha il diritto di dire e scrivere ciò che pensa” ha aggiunto. Per il presidente della Repubblica maltese, infine, è il momento di “mostrare solidarietà e non di dare giudizi affrettati”.