Un nuovo scandalo sta per scoppiare presso il Parlamento Europeo: sotto accusa è il piccolo Stato di Malta, reo di avere letteralmente messo in vendita la cittadinanza europea. A denunciare la pratica poco confacente con le politiche europee sull’immigrazione è stato un gruppo di europarlamentari che ha scoperto un vero e proprio business ai danni dell’Unione Europea.

Un milione di euro per diventare cittadini di Malta

Nel 2014 Malta aveva annunciato l’avvio di un programma denominato Cash for passport per attirare capitali stranieri sull’isola. Il programma prevedeva che un cittadino straniero acquistasse casa sull’isola, ci vivesse per almeno un anno e facesse ingenti investimenti nella nazione in cambio del passaporto europeo. L’idea era piaciuta anche all’Austria e a Cipro che avevano adottato programmi simili. L’intenzione iniziale era di far entrare in Europa ingenti capitali dall’estero. Sia l’Austria che Cipro hanno imposto soglie di investimento molto alte, non riscontrando grandi adesioni. Malta invece, secondo le accuse degli europarlamentari, avrebbe svenduto la cittadinanza europea, permettendo di ottenere un passaporto europeo con poco più di un milione di euro.

I requisiti per diventare un cittadino europeo secondo il programma maltese sono:

  • Avere un immobile di proprietà del valore di almeno 350 mila euro;
  • Versare 650 mila euro nel fondo di sviluppo nazionale;
  • Investire almeno 150 mila euro in azioni o bond del Governo;
  • Versare 50 mila euro per la moglie o il marito e altri 25 mila per ogni figlio minorenne e 50 mila per i maggiorenni.

Con questo investimento è possibile ottenere un passaporto che consente di viaggiare in 166 Paesi senza il visto. Secondo l’agenzia di consulenza Hanley & Partners questo programma è utilizzato soprattutto da uomini d’affari russi per aggirare le sanzioni europee. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Primo Ministro maltese sono stati rilasciati solo 700 passaporti dall’inizio del programma. Altre cifre diffuse dal Governo parlano invece di almeno 900 passaporti rilasciati solo lo scorso anno. Secondo le accuse dell’UE, l’elenco fornito dai maltesi non è stato ordinato alfabeticamente ed è pieno di errori di trascrizione per non far individuare facilmente i beneficiari.

Le reazioni del Parlamento Europeo non si sono fatte attendere. Ana Gomes, europarlamentare portoghese, si è detta disgustata; il ministro ombra della Giustizia Jason Azzopardi ha affermato che in questo modo si mettono a rischio le istituzioni europee, la trasparenza e la sicurezza della UE. Frank Engel, europarlamentare di centrodestra, ha affermato che si tratta di “pratiche degne della repubblica delle banane”; Andrew Rosindell, europarlamentare britannico, ha dichiarato che così si aprono le porte alla criminalità, mentre per Robert Zile, ex ministro delle Finanze dell’UE:

La cittadinanza è qualcosa che va guadagnata, non semplicemente messa a disposizione di gente con tanti soldi.

Gli europarlamentari hanno perciò chiesto a Malta di rivedere le proprie norme o si appelleranno all’organo legislativo della Commissione Europea.