Quella di ieri è stata una giornata terribile per la Sicilia, sopratutto per Palermo e Agrigento: 10 i morti nel capoluogo siciliano. Una perturbazione che, purtroppo, a quanto pare, è destinata a continuare. Sono quattro le regioni con allerta arancione: Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio. Raccomandata, come al solito, la massima prudenza evitando, ad esempio, di utilizzare le auto se non proprio necessario, riducendo al minimo gli spostamenti. Allerta gialla nel resto del nostro Paese tra cui parte di Lombardia, Piemonte ma anche Campania, Sicilia e Sardegna.

“Siamo in una situazione di maltempo ma stiamo tornando alla normalità. C’è ancora un’allerta arancione in alcune regioni ma il peggio è passato” ha detto a Rai Radio Anch’io il direttore della Protezione civile Angelo Borelli. “Ora procediamo col ripristino dei servizi essenziali soprattutto nel Nord-Est devastato dal maltempo” ha concluso.

Intanto, dai luoghi in cui sono state distrutte due famiglie, nel Palermitano, arrivano le prime notizie sulle indagini. “Alcune costruzioni sembrano molto più vicine all’alveo rispetto ai 150 metri imposti dalle norme” fa sapere il procuratore di Termini Imerese. Per il sindaco di Altavilla Milicia, comune confinante con quello di Casteldaccia (dove si sono registrati più morti), quelle costruzioni sul fiume sarebbero abusive: “Segnalammo che la situazione era pericolosa e che si trattava di zona ad altissimo rischio idrogeologico. Dalla denuncia non solo nulla si è mosso ma hanno continuato a costruire nell’alveo del fiume”. “La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2018 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dia proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta, ancora il Tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile” ha spiegato il sindaco di Casteldaccia.