E’ stato un pomeriggio difficile anche per Barbara d’Urso, la conduttrice di “Pomeriggio Cinque”, che ha ha parlato dell’emergenza maltempo e della slavina che si è abbattuta sull’hotel di Farindola, causando vittime e feriti. La d’Urso, a inizio trasmissione, ha fatto sapere di essere andata più volte in quel resort, persino a dicembre, un mese fa, e dunque di conoscere tutti i lavoratori dell’hotel RigopianoPoi, nel corso della trasmissione, è riuscita a raggiungere telefonicamente Bruno Di Tommaso, direttore dell’Hotel Rigopiano.

Barbara d’Urso conosceva l’hotel Rigopiano

Al telefono con il direttore dell’hotel, Barbara d’Urso si è commossa, essendo una profonda conoscitrice di quei posti, di quella struttura, di tutti i lavoratori che potrebbero essere rimasti uccisi dalla slavina. Bruno Di Tommaso, fortunatamente, non si trovava in hotel poiché era andato a Pescara per coordinare l’allerta maltempo: tutti gli altri, invece, si erano radunati al bar del Rigopiano in attesa dell’arrivo dello spazzaneve così da lasciare la struttura. In totale c’erano 35 persone: 24 ospiti e 11 lavoratori tra cui le addette alla Spa e i camerieri.

Barbara d’Urso: “Era il mio nido”

Poco tempo prima Barbara d’Urso, su Facebook, aveva pubblicato il seguente post:

L’hotel Rigopiano era il mio nido nel quale mi rifugiavo quando non ero in diretta, l’ho fatto per anni fino a qualche mese fa. Le foto che pubblico spesso dei miei amati cani in montagna sono i cani che vivono lì. Conosco tutte le persone meravigliose che ci lavorano e che ora verranno salvate, io sto pregando per questo. Roberto, Marinella, Fabio e tutti gli altri. Prego per i soccorritori che in questo momento stanno facendo l’impossibile.