Corso di Porta Romana, a Milano, è stato riaperto in entrambi i sensi. La voragine di 12 metri che si era aperta ieri è stata riempita dai tecnici del Comune, aiutati dalle ruspe. Ma la Procura vuole vederci chiaro e sta valutando se affidare a un consulente tecnico una perizia, che dovrebbe verificare se ci siano responsabilità per omissione tra le cause delle esondazioni del Seveso (due nel mese di luglio). Domani, gli inquirenti prenderanno una decisione sulle eventuali responsabilità dell’impresa costruttrice che ha lavorato al parcheggio sotterraneo di corso di Porta Romana.

L’assessore comunale Carmela Rozza ha spiegato: “Pensiamo, ma ne saremo certi dopo le relazioni tecniche, che la cause del crollo della strada sia dovuta a una paratia di legno, invece che in cemento armato, collocata nel terzo piano interrato dei box auto, a 11 metri sotto terra. Le piogge ne hanno provocato il cedimento, con la conseguenza che è crollata la terra soprastante e si è rotta la condotta d’acqua situata sotto il manto stradale”.

Tornando all’esondazione del Seveso dello scorso 8 luglio, il procuratore Cerrato ha inviato una lettera agli assessori del Comune di Milano, e per conoscenza anche al sindaco Giuliano Pisapia e al governatore lombardo Roberto Maroni, per chiedere informazione sulle cause dell’inondazione di 20 giorni fa e anche di quelle avvenuta in precedenza, sui rimedi adottati, sui progetti previsti per fare prevenzione e sullo stato di tali progetti.