Dopo un fine settimana di passione, alle prese con piogge, frane, allagamenti ed esondazioni, il Centro Nord si prepara ad affrontare una nuova ondata di maltempo. Ieri una breve tregua ha permesso ai Comuni più danneggiati di fare il punto della situazione e di attrezzarsi per la perturbazione attesa nelle prossime ore, la quinta in un mese. Le regioni più colpite dai fenomeni temporaleschi saranno ancora una volta la Liguria, la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto. Piogge  abbondanti cadranno anche  su Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Sardegna, Abruzzo e Molise. Le precipitazioni saranno accompagnate da forti venti.

Intanto il Nord Italia fa un primo triste bilancio del fine settimana appena trascorso. A Milano l’esondazione del Seveso e del Lambro, ora rientrati nei loro alvei, ha causato ingenti danni. A Cerro di Laveno, in provincia di Varese, si contano due vittime: una ragazza di sedici anni e il nonno, travolti dalla frana di una collina caduta sulla loro abitazione mentre dormivano. Ad Alba, in provincia di Cuneo,  una ragazza di 21 anni è finita con l’auto nel rio Baraccoi ingrossato dalle piogge, morendo annegata.  A Genova proseguono le ricerche del 67enne Luciano Balestrero.

In Liguria le piogge non hanno risparmiato  il cimitero della Bianca, a Genova Bolzaneto. Per il crollo di un muraglione alcune bare sono finite nel torrente  Polcevera. I feretri e gli ossari dispersi sarebbero circa 70. In Piemonte la situazione più critica si registra ad Alessandria dove diversi quartieri della città sono stati travolti da frane e fango. Il quadro è critico anche nei comuni della provincia. Il sindaco e presidente della Provincia  Maria Rita Rossa ha parlato di una vera e propria catastrofe.

Intanto il mondo politico gioca a rimbalzarsi le responsabilità dell’accaduto. Il Premier Matteo Renzi replica da Sidney alle critiche ricevute, puntando il dito contro le regioni, incluse quelle gestite del centrosinistra:

“Quando come primo atto di governo ho costituito un’unità di missione contro il dissesto idrogeologico mi hanno deriso. Ora  spero sia chiaro il motivo: ci sono vent’anni di politiche del territorio da rottamare, anche in alcune regioni del centrosinistra”.

Pronta la controreplica dei governatori che spiegano come i mancati interventi siano dovuti al blocco prolungato e inaccettabile dei fondi comunitari e regionali destinati alla prevenzione del rischio idrogeologico. Claudio Burlando, presidente della regione Liguria a fare da capro espiatorio non ci sta:

“Mi accusano di essere un cementificatore, ma vorrei che qualcuno mi mostrasse cosa ho davvero cementificato. A volte la calunnia funziona. Parlano tanto dei condoni, ma quelli li hanno fatti a Roma, tre in trent’anni. Certo, io poi sostengo anche le grandi opere, ma nessuno dei miei avversari ha il coraggio di dire che senza di quelle la Liguria e Genova rimarranno isolate e fragili”.

Photo Credit: Matteo Liut via Twitter