Scene da film horror quelle che si sarebbero verificate in una scuola materna di Cannole, comune del Salento in provincia di Lecce, dove i maltrattamenti sui bambini sarebbero stati all’ordine del giorno.

Nell’arco di circa due mesi un’insegnante si sarebbe resa protagonista di misure correttive che esulavano decisamente dalle prerogative del suo ruolo: secondo le testimonianze dei bimbi gli studenti sarebbero stati chiusi in un armadio, sarebbero stati strattonati con forza o addirittura costretti a sedersi su sedie cosparse di puntine da disegno.

Riscontrati altri comportamenti poco consoni come percosse sulle mani, viso e stomaco, o l’uso di epiteti offensivi per i ragazzi, costituenti dei veri e propri maltrattamenti sui bambini, i quali, come osservato dai genitori, a casa avrebbero esito sintomi tipici da sindrome post-traumatica da stress.

I fatti risalgono al 2013 (tra settembre e ottobre), ma sono emersi all’attenzione dell’opinione pubblica solo di recente, più precisamente lo scorso ottobre quando il giudice per le indagini preliminari Simona Panzera aveva richiesto un incidente probatorio sul caso. Nelle ultime ore, infatti, la maestra indagata e il preside della struttura hanno notificato la chiusura delle indagini. Per l’insegnante è scattata l’accuasa di abuso dei mezzi di correzione e maltrattamento di minori.

Più complessa la posizione dell’amministratore della scuola, che verrà giudicato per omessa denuncia alle autorità competenti, in quanto non solo non avrebbe preso provvedimenti ma avrebbe anche persuaso i genitori a desistere dalla denuncia ai carabinieri. L’avvocato difensore del preside, però, afferma che il suo assistito si sarebbe invece dapprima accertato della fondatezza delle accuse, e poi per un certo periodo avrebbe allontanato dalla scuola l’insegnante, ora attiva in un altro istituto.