I lavoratori del pubblico impiego hanno manifestato per le vie di Roma, al ritmo dello slogan/hashtag #Pubblico6tu: un corteo che ha attraversato il cuore della Capitale, snodandosi da piazza della Repubblica fino a piazza del Popolo. I sindacati hanno fatto fronte comune e annunciano battaglia soprattutto contro la Legge di Stabilità: per la Finanziaria 2015, infatti, chiedono a gran voce di predisporre risorse per il finanziamento dello sbocco e del rinnovo del contratto degli statli.

Secondo gli organizzatori, ad essere arrivati a Roma sarebbero oltre centomila manifestanti, tutti pronti a minacciare sciopero ad oltranza qualora non dovessero giungere risposte soddisfacenti, ed in tempi rapidi, da parte delle istituzioni politiche. Un chiaro messaggio al Premier Renzi, soprattutto.

All’interno della gran massa dei partecipanti al corteo, ha spiccato in particolar modo la maglietta indossata da Susanna Camusso, leader della CGIL: una t-shirt rossa con su scritto “Arrogance, profumo di premier“, giusto per ricordare a chi fosse diretto il messaggio principale lanciato dalla manifestazione. La Camusso ha invitato i politici a non fare “i dilettanti allo sbaraglio” come se “la pubblica amministrazione non fosse il perno” di tutto. La leader sindacalista si è detta anche pronta ad appoggiare e votare il referendum proposto dalla Lega Nord per l’abolizione della legge Fornero.

Polemica nei confronti di Renzi anche da parte di Anna Maria Furlan, da poco leader della Cisl. La sua accusa principale rivolta nei confronti del Premier è stata quella di non confrontarsi con i lavoratori: “Non accettiamo e non accetteremo un altro blocco dei contratti, non va bene, è inaccettabile per uno dei Paesi più importanti“.


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